Il Prosumer tra dati, AI e sfide globali
Al netto delle inevitabili sfide culturali, l’integrazione del crowdsourcing con le tecnologie di frontiera aprirà orizzonti inimmaginabili che condizioneranno – si spera in meglio – la vita di ciascuno.
L’Intelligenza Artificiale (AI) e i Big Data sono tra i primi beneficiari di questa sinergia: L’AI ha bisogno di enormi quantità di dati per “imparare” e addestrare i suoi algoritmi. Il crowdsourcing può fornire questo “carburante” in modo molto efficiente ed utile per le Comunità.
Nel campo dell’Internet of Things (IoT) e delle reti di TLC, il crowdsourcing potrà fruttare la comunicazione M2M (Machine-to-Machine). Dispositivi smart, come sensori di inquinamento atmosferico o contatori di energia, potranno comunicare tra loro e inviare dati aggregati in tempo reale, creando una rete di “crowdsourcing” di macchine. Ciò permetterà di monitorare l’efficienza energetica delle città, mappare l’inquinamento ambientale o gestire in modo dinamico i flussi di traffico.
Questo nuovo paradigma dovrebbe prevedere la collaborazione delle Amministrazioni a tutti i livelli ed il coordinamento con Enti di Ricerca, sviluppando un approccio capace di offrire soluzioni potenti anche per le grandi sfide ecologiche:
- Qualità dell’aria e dell’acqua: partenariati tra Amministrazioni ed ONG possono coordinare l’installazione di sensori a basso costo da parte dei cittadini per raccogliere dati sull’inquinamento, creando mappe iper-dettagliate che le agenzie governative non potrebbero mai replicare da sole;
- Biodiversità: Applicazioni che permettono di identificare e segnalare specie animali o vegetali rare o in via d’estinzione, alimentando database scientifici che aiutano a monitorare la salute degli ecosistemi;
- Cambiamento climatico: Progetti che incoraggiano le persone a registrare eventi meteorologici estremi locali, contribuendo a creare modelli climatici più precisi e a sensibilizzare l’opinione pubblica.

Quindi attraverso strumenti tecnologici attuali è fin da subito possibile migliorare la gestione delle risorse comuni. In questo contesto, il crowdsourcing non è solo una metodologia, ma una dimostrazione di solidarietà umana, un’espressione della nostra capacità di cooperare. Ma per quale motivo attendere ancora? E’ evidente che le motivazioni sono di carattere culturale e politico: senza una consapevolezza diffusa dello scenario attuale e futuro, questo potrebbe rimanere – ancora per molto – solo “un possibile orizzonte”…
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